Suzanne

H 250 cm, corde stracci e bamboo, 2025
Opera site-specific realizzata per la rassegna d’arte di sculture all’aperto “sorprese nel parco”.
A cura di Gianfalco Masini.

Stella cadde da qualche parte dell’universo. Prese il suo spazio, si fece guardare e scomparve in un fascio di canne e una borsa di cenci logori legati stretti insieme. Distruggere per poi ricostruire qualcosa che non serve a nulla ma che non per questo è spazzatura. Bello no? Essere inutili e avere la faccia tosta di esistere, resistere e trasformarsi. Stella è rimasta, adagiata tra le canne e i capanni del lago. E’ diventata un rifugio anche lei per chi cerca una casa senza un tetto che copra il cielo. Puoi chiamarla Suzanne. Ha perso la sua forma da astronave ma ha più spigoli di prima, spuntati qua e là come gemme, senza seguire una logica tanto precisa. Più appigli dove tendere un filo più punte dove farsi male, per distrazione, avventatezza o desiderio di distruggere qualcosa che c’è ma che non serve a nulla, incapace di chiedere aiuto e senza altre difese se non le proprie spine.

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